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  • Fototipi e abbronzatura
  • Abbronzarsi in sicurezza
  • Il fattore SPF
  • In vacanza col pancione?

Il rapporto delle donne con l’abbronzatura è profondamente cambiato nel corso degli ultimi decenni. Una pelle abbronzata era prerogativa di contadini e manovali, mentre il pallore era sinonimo di nobiltà e benessere economico. Lo sviluppo economico e il boom del turismo hanno invece fatto crescere una vera e propria passione per l’abbronzatura, invertendo il significato a essa associato.
Generalmente i tipi di pelle possono essere distinti in 6 gruppi di fotosensibilità decrescente a cui corrispondono 6 fototipi:

  • Fototipo I: soggetti con carnagione molto chiara, spessissimo con efelidi, capelli di colore biondo o rosso, occhi chiari. Estremamente fotosensibile, si raccomanda una ridotta esposizione al sole e sempre coadiuvata da filtri solari ad altissima protezione.
  • Fototipo II: soggetti con carnagione chiara, spesso con efelidi, capelli di colore biondo scuro o castano chiaro, occhi chiari o scuri. Si raccomanda una graduale esposizione al sole, evitando le ore più calde e comunque sempre coadiuvata da filtri solari molto alti
  • Fototipo III: soggetti con carnagione bruno-chiara, capelli di colore castano, occhi chiari o scuri. Si abbronza con facilità, e mantiene un colore bruno o olivastro anche nei mesi invernali. Si raccomanda comunque l’uso di filtri solari, meglio se a media protezione
  • Fototipo IV: soggetti con carnagione olivastra o scura, capelli di colore castano scuro o nero, occhi scuri. Avendo una pigmentazione particolarmente scura, è più rara alle ustioni, si raccomanda sempre l’uso di filtri solari
  • Fototipo V: soggetti con carnagione bruno-olivastra, capelli neri, occhi scuri. Questo tipo di pelle non reagisce mai all'esposizione al sole.
  • Fototipo VI: soggetti con carnagione nera, capelli neri, occhi scuri. Non vi è differenza di colorazione in base all'esposizione alla luce solare.

La pelle possiede dei meccanismi di difesa per proteggersi dal foto-danneggiamento causato dalla luce solare, ma in caso di sovraesposizione questi meccanismi possono essere insufficienti e l’eccesso di assorbimento di radiazioni UV può comportare la comparsa di danni cutanei: dai meno gravi come l’eritema, una scottatura che si manifesta con sensazione di calore e comparsa di bolle e vistose spellature, alle discromie cutanee, inestetismi cutanei, che si presentano come macchie, e si concentrano soprattutto su fronte, zigomi, labbro superiore. Queste ultime sembrano essere più diffuse nelle donne che assumo la pillola contraccettiva. Altri “effetti collaterali” del sole riguardano l’accentuarsi delle rughe, dovute alla rottura del collagene e un invecchiamento precoce del derma, fino alla comparsa di nei e verruche, che pur non essendo forme maligne, sono comunque tumori cutanei. Inoltre, non bisogna sottovalutare l’effetto nocivo del sole sulla salute degli occhi, le radiazioni UV, infatti, possono causare importanti danni alla cornea, alla retina e al cristallino. Di seguito, quindi, un breve vademecum per prevenire i danni derivanti da una cattiva e non corretta esposizione al sole:

  • esporsi al sole con gradualità, prestando particolare attenzione il primo giorno
  • evitare l’esposizione nelle ore più calde e prestare attenzione alle superfici riflettenti (acqua e sabbia)
  • ricordarsi che in montagna l’intensità delle radiazioni aumenta con l’altezza
  • anche all’ombra e in acqua si assorbono i raggi ultravioletti
  • proteggere gli occhi di adulti e bambini con occhiali avvolgenti a lenti scure certificate con filtro UV
  • applicare il filtro solare con alto fattore (in quantità sufficiente, e rinnovare l’applicazione ogni due ore o in caso di bagno)
  • applicare ogni sera un prodotto idratante ed emolliente
  • limitare il più possibile l’esposizione al sole dei bambini sotto i tre anni di età
  • indossare e fare indossare sempre ai bambini un cappellino dal colore chiaro per proteggere il cuoio capelluto
  • assumere molti liquidi, per mantenere un buono stato di idratazione,e alimenti ricchi di vitamine e sali minerali

Sia che si tratti di una scelta personale, dettata da questioni pratiche e di senso estetico (evitare gli antiestetici segni bianchi lasciati dal costume), sia che dipenda da una consapevolezza del proprio corpo, molte donne preferiscono prendere il sole in topless. Per anni si è parlato di rischi legati alla pratica del topless, ma forse è bene fare delle precisazioni: un seno esposto al sole non è più soggetto allo svilupparsi di tumori, ma al contrario sembrerebbe che possa addirittura trarre dei benefici preventivi sulla ghiandola mammaria. Bisogna, però, ricordarsi che il seno è una zona molto delicata, poco esposta durante l’anno al sole e che sviluppa meno melanina e quindi prima di esporla dobbiamo prendere delle precauzioni, per evitare rossori e scottature. È necessario proteggere il seno con fattori di protezione molta ed è consigliabile applicare dei dischetti coprenti sull’aureola mammaria.

Il fattore di protezione, SPF (Sun Protection Factor) esprime la capacità di un determinato protettore solare di arrestare le radiazioni solari. È un parametro che viene calcolato in laboratorio, partendo da un rapporto matematico tra l’energia necessaria a produrre arrossamento sulla cute protetta e quella necessaria a ottenere la stessa risposta nella cute senza protezione.
In Europa i prodotti solari vengono divisi in quattro gruppi:

Protezione SPF
Bassa 6-10
Media 15-25
Alta 30-50
Molto Alta 50+

Con qualche semplice accorgimento non ci sono rischi!

Affrontare una gravidanza durante i mesi estivi, soprattutto se già in fase inoltrata, può risultare più complicato che nei mesi invernali: gambe gonfie, crampi, bruciori e conseguente difficoltà a dormire, dovuti a un accumulo di liquidi a livello capillare.
Quali consigli, dunque, per prevenire e combattere questi fastidiosi disturbi? Innanzitutto è utile camminare, almeno mezz’ora al giorno, meglio ancora se in acqua, così da stimolare la circolazione sanguigna. Raccomandazione sempre valida, ma ancor di più se in presenza di temperature elevate, bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno e prediligere la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, pasta, pesce e olio di oliva, che consentono di reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione. E per proteggersi dai danni indotti dai raggi solari, utilizzare sempre una crema a protezione alta, SPF 50, per evitare macchie scure, soprattutto su naso, fronte, zigomi e ovviamente evitare di esporsi al sole nelle ore più calde e per periodi prolungati. Un aiuto può arrivare anche dall’abbigliamento: è preferibile indossare abiti in tessuti e colori naturali, come il cotone e il lino, che favoriscano la traspirazione della pelle.
Il caldo aumenta anche il rischio di infiammazioni e il proliferare dei batteri, pertanto è consigliabile provvedere alla propria igiene intima con particolare attenzione, utilizzando un detergente che non alteri il pH vaginale. Con questi semplici consigli e dopo una visita ginecologica di controllo per verificare che tutto vada bene, la futura mamma è pronta per partire: mare, montagna o lago, la scelta è tutta sua. Se la gravidanza non è a rischio e si è nei primi mesi, ogni mezzo di trasporto è utilizzabile senza particolari restrizioni sulla meta. Se invece è a rischio, o si è già nell’ultimo trimestre, sarebbe meglio evitare destinazioni troppo lontane rispetto al luogo scelto per il parto, nonché viaggi in nave o in aereo, che comportano troppa permanenza lontano da strutture ospedaliere.