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  • Che cos’è l'HPV
  • Chi può esserne colpito?
  • Cosa comporta
  • Come prevenire l’infezione?

Il Papilloma Virus Umano, la cui sigla inglese è HPV, è un gruppo di virus, ben 120, ognuno dei quali è caratterizzato da un numero, che colpisce donne e uomini. Si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali, anche non necessariamente completi. L’infezione spesso non si manifesta con particolari sintomi, in altri casi invece si possono avvertire bruciore e prurito, che possono essere sintomi anche di altre patologie. Proprio per questo motivo, purtroppo, chi è stato infettato non sa di esserlo e quindi aumenta il rischio di trasmissione ad altre persone.

Le persone sessualmente attive sono quelle esposte al rischio di contrarre l’HPV. E’ un’infezione molto diffusa, e si stima che almeno una volta nella vita la maggior parte delle donne la contragga. Colpisce 8 persone su 10, l’infezione regredisce spontaneamente, in alcuni casi, però, può causare lo sviluppo di alcune patologie.

Il Papilloma Virus generalmente colpisce 8 persone su 10, nella maggior parte dei casi l’infezione regredisce spontaneamente, senza che la persona colpita se ne renda conto, in alcuni casi, invece, non regredisce e può causare lo sviluppo di alcune patologie. Il Papilloma Virus è responsabile di numerose patologie tumorali e non.
Ci sono ben 120 ceppi di HPV, che possono essere suddivisi in ceppi a basso rischio (6, 11, 42, 43, 44) responsabili dei condilomi genitali (piccole lesioni benigne simili a verruche) e ceppi ad alto rischio (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68) che sono responsabili dei tumori al collo dell’utero, della vagina, dell’ano e del perineo e dei tumori del cavo orale.

Il preservativo è sicuramente il metodo migliore, anche se non è efficace al 100%, perché l’area infettata dal virus potrebbe trovarsi anche in una zona non protetta dal preservativo.
Quindi, per prevenire l’infezione, l’arma più efficace è lo screening, se si è già sessualmente attivi, e la vaccinazione se si è molto giovani.
Lo screening cervicale, fruibile anche attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, consente di identificare lesioni pre-cancerose o lesioni tumorali precoci, riducendo così l’incidenza di neoplasia e di conseguenza la mortalità. I due test di screening maggiormente impiegati sono il Pap-test e l’HPV-test. Il Pap-test è un esame semplice, indolore, cui dovrebbero sottoporsi tutte le donne in età fertile (in genere dopo i 25 anni) e sessualmente attive almeno una volta ogni 3 anni. Si esegue prelevando con una spatola e uno spazzolino del materiale cervicale (proveniente dal collo dell’utero), che viene strisciato e fissato su un vetrino per poter essere analizzato al microscopio. L’HPV test si esegue in modo simile, ma il campione prelevato non viene osservato al microscopio, ma viene sottoposto a esame di laboratorio per la ricerca del virus.

La vaccinazione, invece, è disponibile da alcuni anni ed è un metodo efficace e sicuro per la prevenzione del tumore del collo dell’utero; ne esistono due tipi: il vaccino bivalente, che protegge dai ceppi 16 e 18, ed è quindi indicato per prevenire lesioni precancerose e tumore del collo dell’utero; il vaccino quadrivalente, che protegge dai ceppi 6,11,16,18, ed è quindi indicato per prevenire anche dalla formazione di condilomi genitali. In Italia il Ministero della Salute ha avviato una campagna di vaccinazione gratuita per le ragazze di 11 anni compiuti. Alcune regioni hanno esteso la gratuità del servizio anche ad altre fasce d’età.