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  • Cosa la causa
  • La sua frequenza
  • Secchezza vaginale e qualità di vita
  • Come contrastare il problema?

SecchezzaIl canale vaginale è anatomicamente costituito da tre strati:

• esterno fibroso, formato da connettivo ricco di grasso e fibre elastiche
• intermedio o muscolare, con scarse esili fibre
• interno o mucoso, costituito da un epitelio pavimentoso stratificato

Il liquido che si forma nel canale vaginale è un prodotto della trasudazione dei vasi o proviene dalla secrezione della mucosa cervicale.
Nel periodo fertile la vagina possiede un’elevata sensibilità agli steroidi ovarici, il cui effetto si manifesta soprattutto a livello dell’epitelio pavimentoso stratificato (squamoso): nella fase follicolare è spiccata l’attività proliferativa dello strato basale e parabasale dell’epitelio, con accumulo progressivo di glicogeno, mentre durante la fase luteinica si riduce la proliferazione cellulare.
Gli ormoni sessuali (estrogeni, androgeni e progesterone) a livello periferico controllano in modo determinante la circolazione genitale e il trofismo cutaneo e mucoso degli organi genitali (vulva, clitoride, vagina): inoltre essi regolano il processo emodinamico che è alla base della congestione genitale e della lubrificazione vaginale, durante il rapporto sessuale. Il fluido lubrificante si aggiunge al fluido vaginale basale in risposta alla stimolazione erotica.
Tutte le condizioni fisiologiche e non che causano una condizione di ipoestrogenismo assoluto o relativo possono accompagnarsi a sensazione di secchezza vaginale e conseguente dispareunia.

Una donna su due ne soffre.

Frequenza secchezzaSi può avere secchezza vaginale:

• in menopausa
• in allattamento
• durante l’assunzione di contraccettivi ormonali (pillola, cerotto, anello vaginale)

Con la menopausa, ma anche nelle altre condizioni di ipoestrogenismo (allattamento, contraccettivi ormonali), cessa il ciclico processo maturativo e con esso la produzione di glicogeno e la riduzione dei fluidi vaginali per effetto della riduzione del flusso sanguigno e quindi della trasudazione vaginale.
L’ipoestrogenismo determina, oltre che le modificazioni atrofiche dell’epitelio, diminuzione del collagene e del contenuto in glicosaminoglicani (con perdita della capacità di trattenere acqua) dello strato connettivale esterno. Sul piano clinico queste modificazioni corrispondono a secchezza vaginale, dispareunia, prurito vaginale, sanguinamento post-coitale.

In menopausa, ad un livello di estradiolo (E2) inferiore a 50 pg/ml le donne riferiscono secchezza vaginale, dispareunia, dolore alla penetrazione e alla spinta profonda.
Analogamente, le combinazioni contraccettive a basso o bassissimo livello estrogenico, attualmente impiegate, hanno significativi effetti atrofizzanti nei confronti della mucosa vulvo-vaginale.

La secchezza vaginale, indipendentemente dalla causa che l’ha favorita, può essere
anche severa tanto da interferire con il confort non solo al momento del rapporto
sessuale, ma anche nella vita quotidiana.
È importante riconoscere precocemente questo sintomo genitale e stabilire l’adeguato
trattamento, per evitare l’insorgenza di un effetto a catena. Infatti il dolore causato
dalla secchezza durante il rapporto sessuale è esso stesso una disfunzione sessuale e
può rappresentare la causa di altre disfunzioni sessuali, come persistente o ricorrente
difficoltà a raggiungere l’orgasmo, anorgasmia, vaginismo, declino del desiderio
sessuale.

Per migliorare la secchezza vaginale e i problemi ad essa connessi sono disponibili diversi rimedi.
La terapia estrogenica è il rimedio più diffuso. Può essere seguita per via sistemica, con l’assunzione di compresse o l’applicazione di cerotti, o per via topica con creme, gel e ovuli. Gli estrogeni somministrati ripristinano il normale pH vaginale, ispessiscono e rivascolarizzano l’epitelio e aumentano la lubrificazione vaginale. Quando però la secchezza vaginale è l’unico sintomo, una terapia sistemica potrebbe non essere la terapia più indicata, considerati anche gli effetti indesiderati, quali l’aumento del rischio di cancro alla mammella o il calo di testosterone, ormone importante per il desiderio sessuale. Inoltre, alcune donne potrebbero non voler assumere estrogeni o potrebbero avere controindicazioni all’assunzione, soprattutto le più giovani.
In questi casi sono disponibili in commercio terapie locali di tipo non ormonale, altrettanto efficaci, a base di agenti protettivi di origine vegetale in base acquosa, che favoriscono l’equilibrio dell’epitelio urogenitale. Questi prodotti, ad uso esterno e interno, favoriscono la rigenerazione, la flessibilità e l’elasticità della mucosa vaginale, assicurando idratazione vaginale e ottima tollerabilità.