viveredonnaemamma

Le cisti ovariche costituiscono il 10-20 % di tutta la patologia ginecologica. Si definiscono cisti ovariche raccolte capsulate di almeno 3 cm di diametro contenenti, a seconda dei casi, liquido o materiale denso e semisolido, e che generalmente causano un aumento delle dimensioni dell’ovaio stesso.
L’esecuzione di routine dell’ecografia transvaginale durante la visita ginecologica periodica, i miglioramenti tecnici degli strumenti ecografici e l’alta qualità delle immagini hanno portato ad un aumentata individuazione di cisti annessiali. Ne esistono di diversi tipi.

Cisti follicolari
Le cisti più diffuse sono le follicolari; queste si formano a seguito della mancata rottura di un follicolo o dai follicoli che si sono rotti e poi immediatamente richiusi. Solitamente le dimensioni sono talmente piccole da non destare preoccupazione e da risultare asintomatiche. Normalmente la cisti follicolare viene riassorbita spontaneamente in un paio di mesi, più raramente invece aumenta fino a raggiungere dimensioni anche di quindici centimetri.

Cisti luteiniche
Le cisti luteiniche (o corpi lutei cistici) sono normalmente presenti nell’ovaio, si formano subito dopo l’ovulazione, quando nel corpo luteo si accumula del liquido misto ad un certo quantitativo di sangue. Il rischio in questi casi è che le cisti, invece di riassorbirsi fisiologicamente in modo spontaneo, si rompano, lasciando fuoriuscire il loro contenuto e provocando un quadro di peritonite acuta.

Endometriomi
Le cisti “cioccolato” o endometriomi contengono sangue coagulato e, pertanto, di colore scuro. Costituiscono una delle complicazioni più frequenti dell’endometriosi.

Cisti dermoidi
Le cisti dermoidi (teratomi cistici benigni) fanno parte dei tumori a cellule germinali, rappresentano il 20-25 % dei tumori ovarici e sono bilaterali nel 10-15 % dei casi . Sono più frequenti nell’infanzia e nell’adolescenza: in quest’epoca rappresentano il 40 % di tutte le neoplasie ginecologiche. Le cisti dermoidi derivano da cellule embrionali che, dopo aver trascorso un certo tempo in modo passivo, all’improvviso si attivano, producendo tessuti di vario tipo, come adipe, peli, capelli, denti, materiale sebaceo. Tipicamente sono costituite da cisti uniloculari contenenti peli e materiale sebaceo.
Fibromi ovarici
I fibromi ovarici sono tumori che originano dallo stroma ovarico e sono composti da fibroblasti e cellule collagene o da una commistione di queste e cellule della teca interna. Sono piuttosto rari (4 % di tutti i tumori ovarici) e nel 90 % dei casi sono monolaterali.
Cistoadenomi
I cistoadenomi ovarici sono masse neoplastiche più frequentemente benigne, che si riscontrano generalmente in età menopausale, quando hanno raggiunto diametri medi di 5 cm o più . I tipi più comuni sono i cistoadenomi sierosi e i mucinosi: assieme costituiscono più del 40 % di tutte le neoplasie ovariche benigne . Le cisti sierose ovariche possono essere singole o multiple, sono estremamente frequenti nella popolazione, anche dopo la menopausa.
Le cisti mucinose sono molto meno frequenti, rappresentando circa il 25 % delle neoplasie ovariche. Si verificano soprattutto verso la metà della vita adulta e sono rare prima della pubertà e dopo la menopausa.


Come capire se una donna soffre di cisti ovariche?
La sintomatologia in presenza di una cisti ovarica è estremamente variabile. Spesso sono asintomatiche e vengono diagnosticate occasionalmente durante un’ecografia pelvica di controllo. A volte la paziente riferisce dolore pelvico intermittente che si presenta in modo acuto, improvviso, e severo. Un dolore acuto improvviso fa sospettare la presenza di una complicanza come la rottura o la torsione della cisti.
L’ecografia transvaginale ha un ruolo fondamentale nella diagnosi delle cisti ovariche perché permette di valutare le caratteristiche morfo-strutturali della cisti ed in particolare il contenuto, la presenza di vegetazioni o papille, di setti e infine lo spessore e la regolarità della parete. I criteri ecografici di benignità sono l’assenza di setti maggiori di 3 mm, l’assenza di vegetazioni o parti solide all’interno della formazione e la presenza di bordi regolari. Il Color-Doppler è di grande aiuto nel differenziare le patologie benigne da quelle maligne grazie alla valutazione della vascolarizzazione. Il dosaggio nel sangue del CA 125, marcatore tumorale, in associazione agli ultrasuoni migliora l’accuratezza nella valutazione del rischio di malignità. Infine la laparoscopia è fondamentale anche dal punto di vista diagnostico, permettendo la valutazione della cavità pelvica, dell’intera cavità addominale fino agli spazi sottodiaframmatici, della superficie peritoneale parietale e viscerale, dell’omento, delle docce coliche, del fegato e del diaframma.

Come trattare le cisti ovariche?
Oggi il trattamento d’elezione è rappresentato dalla rimozione laparoscopica della cisti e può essere di tipo demolitivo o conservativo in base a criteri specifici che tengono in considerazione l’età della paziente e la natura della cisti.. Dopo aver mobilizzato l’ovaio, si esplora l’interno della cisti e il parenchima ovarico. La cisti viene asportata dall’ovaio mediante la tecnica di stripping, che consiste in trazioni divergenti eseguite mediante pinze atraumatiche che afferrano l’ovaio e la cisti. Il trattamento demolitivo viene riservato alle pazienti in menopausa e consiste nell’ovariectomia o nell’ annessiectomia.
Al termine di un intervento chirurgico, la cisti viene analizzata in laboratorio per accertarne con sicurezza la natura benigna o maligna