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Da studi statistici europei è stato dimostrato che le donne dei paesi del Sud vanno incontro alla menopausa più in là con gli anni rispetto alle donne dei paesi scandinavi, che invece tendono a entrare in menopausa verso i 48 anni. In Italia l’età media di inizio della menopausa è intorno ai 50-52 anni.
La menopausa può verificarsi senza essere preceduta da sintomi caratteristici, ma nella maggior parte delle donne presenta sintomi o irregolarità mestruali di entità variabile, che possono precedere la menopausa anche di alcuni anni: si parla quindi di premenopausa.

La scomparsa delle mestruazioni è solo uno dei segni più evidenti della menopausa, non certo il mutamento più importante che avviene nel corpo della donna. Tutto ha inizio dalla cessazione dell’attività dell’ovaio e quindi della fertilità. Il progressivo esaurirsi della produzione di ormoni femminili altera un equilibrio che ha accompagnato la donna per tutta l'età fertile: provoca disturbi e malesseri e attenua, fino ad annullarlo, quel "privilegio biologico" (nei confronti del maschio) che l'aveva protetta da una serie di patologie, come ad esempio le malattie cardiovascolari.

Gli estrogeni e il progesterone influiscono infatti su tutto l’organismo e su numerosi processi vitali: il cervello, il cuore, la pelle, il sistema nervoso, le ossa, gli organi genitali, il metabolismo dei grassi. Ecco perché la loro carenza dà origine a disturbi così numerosi.
Le irregolarità mestruali che possono verificarsi in questo periodo sono dovute a una minore responsività dell’ovaio che con il procedere dell’età della donna diventa meno capace di reclutare follicoli (che si sono esauriti nel corso degli anni) per l’ovulazione, nonostante gli alti livelli di FSH. Si verificano così cicli lunghi con mestruazioni più diradate (oligomenorrea) o, seppur in misura minore, cicli brevi con mestruazioni più frequenti (polimenorrea) o sanguinamenti anomali.
Nella maggior parte dei casi la causa è la presenza di cicli anovulatori.
La donna va quindi incontro a un naturale declino della fertilità, in parte per il ridotto numero di follicoli ovulatori e in parte per la scarsa qualità degli ovociti prodotti. Inoltre aumenta il rischio di aborti spontanei.
La scarsa produzione di follicoli ovarici da parte dell’ovaio che “invecchia” determina una produzione ridotta di estrogeni.
Da un punto di vista sintomatologico, la carenza estrogenica comporta, in circa il 75% delle donne, la comparsa di vampate di calore e sudorazioni notturne. Questa manifestazione comporta molte volte un peggioramento della qualità della vita della donna.

Terapia medica in premenopausa
Nonostante la fertilità si riduca notevolmente durante la menopausa, la donna sessualmente attiva necessita ugualmente di contraccezione.
La pillola contraccettiva, a base di estrogeni e progestinici, è potenzialmente la scelta migliore per la donna sana, non fumatrice, anche per i suoi effetti benefici non contraccettivi. Infatti riduce la comparsa di cisti ovariche funzionali, fornisce un buon controllo del ciclo mestruale e ha un effetto protettivo nei confronti del tumore dell'ovaio, dell’iperplasia e del tumore dell'endometrio. L'uso a lungo termine nella donna non-fumatrice non aumenta significativamente il rischio cardiovascolare e del tumore della mammella.
Il solo farmaco progestinico, assunto ciclicamente per almeno 12 giorni al mese, è il farmaco più frequentemente prescritto per il controllo del ciclo mestruale e per la cura dell’ispessimento endometriale.
Un’alternativa per il duplice effetto contraccettivo e di controllo del ciclo mestruale, con minimi effetti sistemici, può essere la spirale medicata al progesterone.
La terapia ormonale sostitutiva può essere proposta anche prima della menopausa conclamata a quelle donne che non abbiano esigenze contraccettive e nei casi di oligomenorrea o lunghi periodi di amenorrea, in cui coesista la sintomatologia vasomotoria

Affrontare la premenopausa restando in forma